
Europarlamento senza oltrepassare la soglia delle competenze comunitarie, ha indicato agli Stati membri alcuni elementi essenziali da concretizzare, per dare un presente sereno e un futuro certo ai più piccoli cittadini dell'Ue, tutelando i loro diritti e proteggendoli da ogni forma di violenza, fisica o psichica, dagli abusi sessuali, dalle punizioni umilianti. Anche dopo aver sentito questo risale la questione: questa protezione e sufficiente per farli crescere in un ambiente sicuro, o no?
In uno dei paesi baltici è stato preso in considerazione il progetto nel quale i diritti del bambino prevalgono sui diritti degli adulti. Hanno proposto di proteggere la vita nelle sue prime fasi, ma subito hanno ricevuto tantissime polemiche e appelli contro il progetto. Non è inganno se vogliamo proteggere i minori da ogni forma di violenza, e comunque, permettiamo l’aborto, fin dal suo concepimento non lo consideriamo come persona? “Nonostante che cosa sarebbe proposto per difendere la vita, sempre si trova qualcosa più importante di che cosa si deve occupare Stato. Le vite rimangono indifese perché le donne hanno il diritto alla riproduzione” (1) e cosi via. In altre parole perche i diritti di adulti prevalgono su diritti di piu piccoli i quali sono incapaci difendersi da se stessi.
Europarlamento disputando sui diritti di bambini anche ha toccato il tema dei genitori i quali sempre più spesso sono divorziati, o creati nella età tardiva. “Il bambino, ormai, diventa il legame più solido, quello che in linea di principio (ma la realtà è lontana dall’esserlo) non si dissolve né si distende. Si resta genitori per tutta la vita, figli per tutta la vita, anche se non si è più marito e moglie di” (2) e questo senza dubbio influenza i piu piccoli perche cresce nelle famiglie che non possano garantire la stabilita, sicurezza e addirittura peggio quando il più piccolo deve prendere il posto di suo madra o padre. Se non prottegeremo abastanza bene i più piccoli ora nel futuro avremo la società più ferita.
1 – card.A.J.Backis
2 - il giornale “La Croix”, Dominique Quinio
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