Tuesday, January 15, 2008

EUROPA I : Libero mercato e interscambio economico


Prima di Natale nel Parlamento Europeo sono stati discussi i temi che riguardanno il mercato Europeo in particolare gli effeti e il flusso futuro della produzione cinese in esso. Secondo deputata
Tokia Saïfi, “la nostra difesa della nostra produzione non significa il protezionismo”. Si cerca di favorire lo scambio dei prodotti e servizi tra i paesi membri. Non tanto tempo fa la Commissione europea ha proposto di liberare il potenziale del mercato dei prodotti e dei servizi innovativi.

Sarebbe auspicabile che libero mercato che si cerca creare e a maggior ragione favorire già esistente non porta al comercialismo che scoraggia la grande maggioranza delle famiglie. "La famiglia fa un'autentica esperienza di pace quando a nessuno manca il necessario" (1). Importante che cercando i grandi progressi non arriviamo alla mancanza delle cose necessarie. Il libero mercato dovrebbe essere un reciproco scambio dei favori tra il produttore e il consumatore. Il produttore dovrebbe servire alle necessità di consumatore, sicuramente, cercando il suo beneficio, ma non trascurando la giustizia. Ue sta delineando i criteri del mercato Europeo il che è bene in sè se non si dimentica che i cirteri non dovrebbero trascurare adoperazione di " una saggia utilizzazione delle risorse e per un'equa distribuzione della ricchezza" (2) il che sembra di prendere luogo nei paesi Europei.

L’effetto di globalizzazione ormai non è novità. Già da tempi i paesi hanno avuto i vari scambi comerciali. Questi scambi hanno arricchito la cultura degli uomini e grazie a loro ora abbiamo quello che abbiamo. Certamente per la produzione che proviene dalla Cina e anche per le circostanze lavorative in quali è svolto lavoro bisogna prestare l'attenzione. Bisogna dare i criteri di quallità, perchè “solo dall’intreccio ordinato dei tre profili irrinunciabili dello sviluppo – economico, sociale ed umano – può nascere una società libera e solidale” (3) a che cosa tende il nostro continente il che non significa che solo nel nostro continente deve essere attuato cio che è stato detto, ma anche favorire lo stesso nei paesi con qauli ci si mettiamo in rapporto sia per i raggioni economiche, sia sociali.

1,2- Benedetto XVI nel messaggio che ha inviato in occasione della Giornata Mondiale della Pace (il 1° gennaio 2008)
3 - Discorso di Benedetto XVI alla Fondazione “Centesimus Annus - Pro Pontifice”

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