Monday, January 21, 2008

EUROPA VIII: I più piccoli cittadini europei


Europarlamento senza oltrepassare la soglia delle competenze comunitarie, ha indicato agli Stati membri alcuni elementi essenziali da concretizzare, per dare un presente sereno e un futuro certo ai più piccoli cittadini dell'Ue, tutelando i loro diritti e proteggendoli da ogni forma di violenza, fisica o psichica, dagli abusi sessuali, dalle punizioni umilianti. Anche dopo aver sentito questo risale la questione: questa protezione e sufficiente per farli crescere in un ambiente sicuro, o no?

In uno dei paesi baltici è stato preso in considerazione il progetto nel quale i diritti del bambino prevalgono sui diritti degli adulti. Hanno proposto di proteggere la vita nelle sue prime fasi, ma subito hanno ricevuto tantissime polemiche e appelli contro il progetto. Non è inganno se vogliamo proteggere i minori da ogni forma di violenza, e comunque, permettiamo l’aborto, fin dal suo concepimento non lo consideriamo come persona? “Nonostante che cosa sarebbe proposto per difendere la vita, sempre si trova qualcosa più importante di che cosa si deve occupare Stato. Le vite rimangono indifese perché le donne hanno il diritto alla riproduzione” (1) e cosi via. In altre parole perche i diritti di adulti prevalgono su diritti di piu piccoli i quali sono incapaci difendersi da se stessi.

Europarlamento disputando sui diritti di bambini anche ha toccato il tema dei genitori i quali sempre più spesso sono divorziati, o creati nella età tardiva. “Il bambino, ormai, diventa il legame più solido, quello che in linea di principio (ma la realtà è lontana dall’esserlo) non si dissolve né si distende. Si resta genitori per tutta la vita, figli per tutta la vita, anche se non si è più marito e moglie di” (2) e questo senza dubbio influenza i piu piccoli perche cresce nelle famiglie che non possano garantire la stabilita, sicurezza e addirittura peggio quando il più piccolo deve prendere il posto di suo madra o padre. Se non prottegeremo abastanza bene i più piccoli ora nel futuro avremo la società più ferita.

1 – card.A.J.Backis
2 - il giornale “La Croix”, Dominique Quinio

Friday, January 18, 2008

EUROPA VII: lo sport porta amicizia?


Questa volta presteremo più attenzione al fenomeno dello sport su di quale sempre sono riempiti i giornali: basta che sfogliamo alla fine del giornale e troviamo la sezione sportiva. Tanto di più è interessante analizzarlo perchè siamo il continente nel quale già nel antica Grecia sono create le olimpiade. Un po’ triste che ormai le partite di calcio o di pallacanestro spesso non ci si riesce festeggiare senza bevande alcoliche o la violenza la quale può portare molto gravi danni.

“Lo sport è un mezzo privilegiato per unire popoli e culture diversi e per prevenire i conflitti” (1). L’attività fisica è inseparabile dall’attività umana come “non c'è dubbio che oggi le partite, soprattutto internazionali, siano strettamente collegate con il nome e l'onore delle rispettive nazioni, e proprio per questo vanno guardate con senso di responsabilità" (2), ma non possiamo restare in silenzio quando sentiamo sostenere l'argomento che senza il consumo degli alcolici e la violenza l'entusiasmo per lo sport diminuirà. Non dobbiamo essere in favore a “a una cultura sportiva priva di valori umani”.(1)
Quando è vissuto con uno spirito umano aiuta a sviluppare le capacità dell’uomo. Per esempio, esso può essere perfetto mezzo di praticare la temperanza. La temperanza fisica può introdurre alla temperanza spirituale, al retto uso delle cose piacevoli le quali manca nelle nostre società. “Lo sport aiuta l'uomo a percepire le proprie capacità come un talento <> Anche quando si pratica sport ad alti livelli bisogna preservare l'armonia interiore tra corpo e spirito”. (3) Solo cosi guardano all'attività fisica potremo davvero sentirsi i vincitori.

Diventare vincitore è una chiamata per lo sportivo. Lui fa partecipare alla sua vittoria tutti quanti che sono stati in favore alla sua vincita perciò lo sport è "un fenomeno di massa capace di coinvolgere grandi folle su ampia scala, spezzando le barriere geografiche, razziali, sociali, economiche, politiche e culturali” (1), ma che esso è capace di portare a unione e a valori più alti dell’uomo, non significa che porterà perché da noi dipende come lo useremo. Dipende da tutti quanti: sia i sportivi, sia noi spettatori. Lo sport per la sua natura per la quale è necessaria la prudenza, sforzo richiede cercare di raggiungere la pace e gioia con esso invece che degrado e la violenza.

1 - l’Arcivescovo Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite

2 – card.A.J.Backis, arci.S.Tamkevicius, rappresentanti della conferenza episcopale lituana
3 - Benedetto XVI

EUROPA VI: le migrazioni - più problema che opportunità?


All’inizio di nuovo anno europarlamentari hanno fatto varie promesse. Uno di loro, Fernando Fernández, ha promesso prestare più attenzione non soltanto alla povertà nei paesi di sviluppo, ma anche alla migrazione da questi paesi. Per il nostro continente, il tema delle migrazioni è sempre attuale. Tranne il fatto che siamo continente multinazionale, composto da diverse culture, abbiamo anche la tendenza alle crescenti migrazioni dagli altri continenti.

Il fatto che abbiamo i migranti già dice che bisogna prestare l’attenzione a questo fatto che non è facile per se. "Numerosi sono i giovani che vari motivi spingono a vivere lontani dalle loro famiglie e dai loro Paesi"(1). I migranti sia dai nostri paesi sia degli altri continenti rappresentano la sfida da affrontare, ma anche le opportunità. Spesso proprio loro portano più fresca aria alla nostra società che ha bisogno di essere ricordata sui valori di famiglia, moralità. Le sfide sono numerose per loro inserimento nella nostra società, culture, ma non significa che è impossibile. Abbiamo bisogno di loro come loro di noi. Nostro continente ha tendenza ad invecchiamento, dopo qualche decina di anni avremo mancanza della gente.

In Europa sempre è presente un sentimento che fa sentirsi fiero della sua nazione, sua nazionalità che per sé non è male, addirittura, è plausibile perché significa che non perdiamo la nostra identità e quindi le nostre radici, ma alle volte cadiamo nell’affermazione della superiorità di nostra nazionalità sopra altra cosi umiliando in modo non approprio gli altri. Già il fatto che uno è straniero in un paese o continente crea illusione che hai meno diritti che resto e perciò la parte più debole dei migranti, i minori e le ragazze, vengono colpite dai vari abusi il che porta solo disgrazia per la nostra società colpita da forte consumismo ed edonismo.

Quello che è più importante non è se sei straniero o no. “Sempre sei invitato a impegnarsi per costruire insieme una società più giusta e fraterna, adempiendo i doveri, rispettando le leggi e non lasciandosi mai trasportare dalla violenza". (1)

1 – Benedetto XVI

EUROPA V: Università europee – chiuse alla verità?


Oggi l’Università di Roma “La Sapienza” doveva ricevere la visita di Benedetto XVI. Come S.Padre prima della sua visita ha esperimentato grande ostilità da parte di alcuni docenti e studenti, ha cancellato essa e solo per la richiesta di quella parte dei universitari che volevano sentirlo, ha mandato le sue parole. “La Sapienza” è un delle Università europee. Quello che vediamo in questa Università possiamo trovare anche nelle nostre società ed in ambito universitario europeo.

Proprio nelle Università nascono quelli che creano il futuro del mondo, che formerà le società del nostro continente. Università incoraggia attraverso la sua formazione “lo studente non solo a perseguire un titolo di studio, ma a individuare la propria collocazione nel mondo del lavoro e soprattutto la propria realizzazione nella realtà sociale”. (1)
Se per ora possiamo vedere questo che vediamo allora quale sarà il nostro futuro? Scopo dell’Università, senza dubbio, è aiutare ad alunni di acquistare la conoscenza, ma l’acquisizione della conoscenza sempre richiede l’apertura alla verità. Senza questa apertura alla ricerca e la scoperta della verità solo possiamo ingannare la nostra conoscenza. Vogliamo essere obbiettivi, ma chiudiamo la porta alla vera obiettività che richiede almeno con rispetto ascoltare l’altro.

Il futuro della nostra società è la preoccupazione di tutti e perciò il problema dell’educazione anche è di tutti. Essa “non può lasciare indifferenti. Né la Chiesa né la politica, in quanto sono in gioco, con la formazione delle persone, le basi stesse della convivenza “(2) e uno degli scopi di professori è insegnare ad essere aperti a dialogo. Dialogo è una forma della ricerca e perciò necessario alla scoperta della verità. Essere aperti alla verità anche significa essere aperti alla memoria e per ora “si vive solo il presente e si distrugge la memoria. I docenti universitari, al contrario, dovrebbero trasmettere la memoria” (3). Il cristianesimo è un dei fattori che attraverso i secoli ha formato varie società e perciò ha tanta esperienza, tanto da condividere sul mondo come anche su di uomo. Non è tanto intelligente quello che chiude la porta alla conoscenza che viene da lui.

1 - Ruggero Guarini, dibattuto in un seminario a cura della Pastorale del Vicariato di Roma
2 - Benedetto XVI
3 - Paolo Pellegrino, professore al Campus Biomedico

Thursday, January 17, 2008

EUROPA IV: La religione ha qualche posto nella società laica?


Prima di Natale essendo all’Università di Navarra l’ex Presidente del Senato, Marcello Pera, ha affermato che “il vero Stato laico non esclude la religione” (1) e ha espresso la critica per il laicismo, che cerca di “eliminare la dimensione religiosa dell’uomo” (1). La preferenza di Stato laicista sopra Stato laico renda la società incapace di dialogare con la religione - se non capace di cercare la verità - e questo affermano le vicende, ultimamente successe nell’Università di Roma “La Sapienza”.

Presidente di Francia, Nicolas Sarkozy, parlando sui rapporti tra Stato ed i religioni ha detto che “Sono a favore che si esprimano, ma non che si esprimano per dire che sono d'accordo con quello che io penso. La religione dovrebbe dare un senso etico per la politica” (2). Se vogliamo avere la democrazia prima di tutto dobbiamo avere la possibilità di esprimersi e Stato laico dovrebbero garantire la sua separazione da qualsiasi Chiesa non chiudendo la possibilità per sentire la voci di Essi, perché, secondo M.Pera, “Il pensiero laico si sviluppa in modo razionale, ma non esclude la dimensione religiosa e soprannaturale” (1).

Il fatto di poter esprimersi ancora non significa che viene ascoltato quello che parla. La vera democrazia è quando le voci si ascoltano e si prendono in considerazione. A maggior ragione dovrebbe essere ascoltata la voce della Chiesa e in particolare cristiana perché proprio “i valori democratici nascono dal cristianesimo. Come anche alcuni dei principi fondamentali delle società occidentali – come l’uguaglianza, la libertà, la dignità della persona – hanno origine nella cultura cristiana” (1).

1- l’ex Presidente del Senato, Marcello Pera.
2- Presidente della Francia. Nicolas Sarkozy.

EUROPA III: il dovere della Chiesa verso politica - ricordare suo fine


Benedetto XVI lungo gli anni realizza tanti incontri nei diversi paesi: sia per i motivi religiosi che quelli sociali, etici per parlare alla gente è anche ai responsabili per l’ordine sociale. Il pontefice è prima di tutto il vescovo di Roma e perciò all’inizio di questo anno sia incontrato con gli amministratori locali di Roma. Quello che è attuale comprendere ad un capitale europeo è anche attuale per il resto.

“La Chiesa è profondamente convinta che l'umanità costituisca una famiglia” – diceva Benedetto XVI - “In uno spirito di famiglia, sono state allacciate le relazioni diplomatiche” (1). Come “un'accresciuta cooperazione fra i popoli”. Anche se non tutti paesi che si trovano nell’Europa fanno parte dell’Unione, i rapporti tra gli stati dopo le terribili guerre Mondiali sono diventati amichevoli e rispettosi tra di loro. Per ora si può rallegrarsi per la presente pace e sicurezza, ma anche c’è per che cosa preoccuparsi: appartenenza a questa famiglia europea richiede rinunciare ad alcuni convinzioni proprie. La moneta sempre ha due lati. Il Papa auspica di favorire “il processo di costruzione della "casa Europa", che sarà per tutti gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni e se essa non rinnegherà le proprie radici cristiane” (1).

Le radice cristiane in Europa sono incancellabili ed ogni presente. Come dice Dinesh D’Souza “Anche noi abbiamo molto di cui essere grati al Cristianesimo, per quanto riguarda l’evoluzione della politica nel mondo occidentale. L’insegnamento di Cristo di rendere a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, costituisce l’origine della separazione fra Chiesa e Stato”(2). Che cosa aiuta per lo Stato a governare la società? La politica. E che cosa vuol dire fare la politica? Fare la politica “secondo un'antica definizione scolastica significa l'Arte di governare le società”(3).

1 – da vari discorsi di Benedetto XVI
2 - Dinesh D’Souza, ricercatore all'Hoover Institution presso la Stanford University.
3 – dizionario: wikipedia 



EUROPA II: Possediamo ancora il compasso?


Prima di Natale il parlamento Europeo ha condannato sia ogni tipo d’estremismo, incoraggiando rispettare i diritti umani, sia ha proposto di sospendere ogni tipo di aiuto statale agli organizzazioni che in qualche modo favorirà discriminazione per la rasa, nazione, religione o orientazione sessuale.
Le persone pubbliche hanno il dovere di mantenersi dalle frasi quali potrebbero in qualche modo incoraggiare a discriminare qualche gruppo di persone.

In apparenza questa decisione sembra molto buona, tollerante, ma solo in apparenze perché in realtà non lo è. “Oggi i diritti umani sono diventati una sorta di nuova bibbia della politica. Purtroppo, però, per quanto riguarda i suoi valori di fondo, questa bibbia è spesso pervasa da un profondo relativismo” (1). L’Europa per prima ha invitato il mondo a scoprire e a rispettare i diritti dell’uomo, ma ormai se stessa sia persa nella concezione che cosa sono i diritti dell’uomo. Come puoi seguire qualcuno che aveva il compasso, ma solo per il fatto che aveva e non per il fatto che ha?

I diritti umani sono insostituibile base per le decisioni di Ue perciò sarebbe molto buono di ricordarsi che essi in grande parte consiste nel diritto naturale: che sempre e alla difesa della vita, al matrimonio di un uomo e una donna. “Di conseguenza, l'ordine e il diritto ne sono elementi di garanzia. Ma il diritto può essere una forza di pace efficace solo se i suoi fondamenti sono solidamente ancorati nel diritto naturale” (2).

1- Matlary. www.zenit.org
2- Benedetto XVI

Tuesday, January 15, 2008

EUROPA I : Libero mercato e interscambio economico


Prima di Natale nel Parlamento Europeo sono stati discussi i temi che riguardanno il mercato Europeo in particolare gli effeti e il flusso futuro della produzione cinese in esso. Secondo deputata
Tokia Saïfi, “la nostra difesa della nostra produzione non significa il protezionismo”. Si cerca di favorire lo scambio dei prodotti e servizi tra i paesi membri. Non tanto tempo fa la Commissione europea ha proposto di liberare il potenziale del mercato dei prodotti e dei servizi innovativi.

Sarebbe auspicabile che libero mercato che si cerca creare e a maggior ragione favorire già esistente non porta al comercialismo che scoraggia la grande maggioranza delle famiglie. "La famiglia fa un'autentica esperienza di pace quando a nessuno manca il necessario" (1). Importante che cercando i grandi progressi non arriviamo alla mancanza delle cose necessarie. Il libero mercato dovrebbe essere un reciproco scambio dei favori tra il produttore e il consumatore. Il produttore dovrebbe servire alle necessità di consumatore, sicuramente, cercando il suo beneficio, ma non trascurando la giustizia. Ue sta delineando i criteri del mercato Europeo il che è bene in sè se non si dimentica che i cirteri non dovrebbero trascurare adoperazione di " una saggia utilizzazione delle risorse e per un'equa distribuzione della ricchezza" (2) il che sembra di prendere luogo nei paesi Europei.

L’effetto di globalizzazione ormai non è novità. Già da tempi i paesi hanno avuto i vari scambi comerciali. Questi scambi hanno arricchito la cultura degli uomini e grazie a loro ora abbiamo quello che abbiamo. Certamente per la produzione che proviene dalla Cina e anche per le circostanze lavorative in quali è svolto lavoro bisogna prestare l'attenzione. Bisogna dare i criteri di quallità, perchè “solo dall’intreccio ordinato dei tre profili irrinunciabili dello sviluppo – economico, sociale ed umano – può nascere una società libera e solidale” (3) a che cosa tende il nostro continente il che non significa che solo nel nostro continente deve essere attuato cio che è stato detto, ma anche favorire lo stesso nei paesi con qauli ci si mettiamo in rapporto sia per i raggioni economiche, sia sociali.

1,2- Benedetto XVI nel messaggio che ha inviato in occasione della Giornata Mondiale della Pace (il 1° gennaio 2008)
3 - Discorso di Benedetto XVI alla Fondazione “Centesimus Annus - Pro Pontifice”